Skip to content
Voi siete qui : Home arrow Città d'arte
Città d'Arte Stampa E-mail
venerdì 03 agosto 2007

Così è stata definita Polizzi per il patrimonio di beni che custodisce, soprattutto all'interno delle chiese, ancora oggi degne di ammirazione. Il motivo per cui un centro così piccolo delle alte Madonie conservi un così gran numero di opere d'arte è da imputare a diversi fattori. Polizzi è stata, tranne che per un breve periodo, città demaniale, godendo, quindi, di diversi privilegi e prerogative. Inoltre si trovava alla confluenza di diverse regie trazzere che costituivano il nodo principale del sistema viario siciliano. Esse, infatti, permettevano di collegare il nord con il sud e l'est con l'ovest dell'isola. Da Polizzi passava la regia trazzera che da Palermo portava a Messina. Inoltre la via che portava a Licata attraverso Caltanissetta, a Catania attraverso Paternò e a Cefalù attraverso le montagne. Da qui, quindi, passarono re e viceré, grano e mercanzie, ma anche sculture e dipinti che da Palermo venivano portati nell'entroterra. Polizzi divenne così importante centro commerciale, evento che, legato al fatto di essere città demaniale, attirò numerose famiglie nobiliari anche del nord Italia. La legge del maggiorasco e, di conseguenza, la monacazione dei figli cadetti fece si che la città si arricchisse di numerose chiese e monasteri. Inoltre, per affermare la propria potenza e grandezza, i nobili costruirono cappelle private all'interno delle chiese e ordinarono, spesso agli artisti più in vista in quel periodo in Sicilia, dipinti e sculture che poi destinarono a chiese e monasteri. Della Chiesa Madre, dedicata a S. Maria Assunta, ma comunemente chiamata S. Maria Maggiore, si sconosce l'anno di fondazione. In molti, però, ritengono che sia stata costruita all'arrivo dei normanni e fatta ampliare dalla Contessa Adelasia, nipote del re Ruggero. Di certo c'è che nel 1260 il francescano Gandolfo da Binasco vi predicò la Quaresima. Nel XIV secolo, durante la denominazione dei Ventimiglia, molto probabilmente fu ampliata. Da allora, nel corso dei secoli, è stata più volte restaurata e modificata, anche se ha mantenuto, a grande linee, la conformazione originale. Nel 1764 è stata quasi totalmente diroccata e ricostruita secondo i nuovi gusti. Le modifiche alla struttura non dovevano però finire con il 1764, infatti, nell'ottocento più volte si è intervenuto fino ad ottenere l'attuale prospetto nel 1877. Della vecchia struttura rimane soltanto parte del muro del lato meridionale con un portale e due finestre ogivali. La Chiesa Madre custodisce opere d'arte di grande pregio, prima fra tutte il trittico fiammingo anticamente collocato nella chiesa di S. Maria di Gesù. Situato sull'altare maggiore, raffigura la Vergine con il Bambino, circondata da angeli cantori e musicanti, tra S. Caterina d'Alessandria e S. Barbara. L'opera, di autore ignoto, è stata oggetto di ricerca di diversi studiosi che l'hanno attribuita a Van Eych, Van Der Weyden, Memling, Van Der Goes. Di sicuro, si tratta di un artista fiammingo che ha operato intorno alla metà del XV secolo. Sempre sull'altare maggiore si trova il "Trittico della Visitazione" del 1519 attribuito a Giovanni Matta, un pittore spagnolo che mise su bottega a Polizzi. Sino al 1954 il trittico era sistemato sull'altare principale della chiesa di S. Maria di Gesù lo Piano. Preziosi sono un Ostensorio d'argento a più piani, realizzato da Nibilio Gagini nel 1586, e un calice in argento dorato, di autore ignoto, del secolo XVI. Nella Cappella di S. Gandolfo (protettore di Polizzi) si conserva parte del sarcofago marmoreo realizzato da Domenico Gagini nel 1482 per accogliere le spoglie del Santo. Nel 1549 venne realizzato, dall'orefice Andrea di Leo, un sarcofago d'argento che sostituì quello in marmo. L'arca, dovette essere completata, però, molti anni dopo. Infatti nel 1609 Giuseppe Gagini realizzò due altorilievi, raffiguranti S. Francesco e S. Gandolfo, collocati, in seguito, sul lato destro dell'opera. Nel 1632 Giuseppe Li Muli realizzò il busto del Santo che venne posto sull'arca. Oggi, le Reliquie, vengono conservate in una nicchia ricavata all'interno della Cappella di S. Gandolfo ed esposte ai fedeli solo durante la festa di settembre. Nella chiesa, inoltre, è possibile ammirare altre opere di artisti famosi quali Giuliano Mancino, Bartolomeo Berrettaro, Francesco del Mastro, lo Zoppo di Gangi. La Chiesa di S. Gandolfo La Povera fu eretta, quasi accanto alla Chiesa Madre, nel 1622. Dal 1786 fece parte dell'Orfanotrofio gestito dalle Collegine del Collegio di Maria, sino al 1912, e dalle Francescane Missionarie del Bambin Gesù, dal 1913 sino al 1992. Dal popolo, infatti, è conosciuta come la chiesa del Collegio di Maria. Nel 1786 fu ampliata inglobando la chiesa di S Cecilia. All'interno si conserva una tela dello Zoppo di Gangi raffigurante S. Gandolfo e un'altra di Giovanni Matta raffigurante sempre S. Gandolfo con scene della sua vita. La Chiesa di S. Margherita o Badia Vecchia, con il relativo convento, non più esistente, apparteneva all'ordine benedettino. La costruzione risale al XV secolo quando le monache benedettine abbandonarono (1440 circa) il vecchio monastero con la relativa chiesa costruito, per volere della regina Elisabetta, nel borgo di Samperi, tra il 1325 e il 1330. La chiesa, molto probabilmente, venne rifatta completamente intorno al 1660 e ritoccata ancora tra la fine del settecento e gli inizi dell'ottocento. Più volte modificata e restaurata nel corso dei secoli, oggi custodisce una statua in marmo di Santa Margherita dello scultore Domenico Gagini, una tela dello Zoppo di Gangi, raffigurante S. Benedetto e una cancellata in ferro battuto di artigianato locale. La Chiesa di S. Nicolò dè Franchis fu Capo di Capitanea e di quartiere. E' una delle chiese più antiche di Polizzi; venne eretta, insieme all'annesso ospedale, da Pietro di Tolosa nel 1167. Per molti anni rappresentò il centro spirituale della comunità Latina. Nell'ospedale ebbe dimora nel 1260 il francescano Gandolfo da Binasco, venuto a Polizzi per predicarvi la Quaresima. Qui morì il 3 aprile 1260. Dopo la morte del frate la chiesa fu modificata per ricavarne una cappella da dedicare al Santo. La Chiesa di S. Maria delle Grazie o Badia Nuova, con il relativo monastero, appartenente sempre all'ordine Benedettino, fu costruita nel 1499 dalla nobile famiglia Signorino. La costruzione inglobò la chiesetta di S. Mattia Apostolo, parte della piazza antistante e parte dell'abitazione della stessa famiglia Signorino. Alla fine del '700 essa fu profondamente modificata. All'interno della chiesa si può ammirare una monumentale custodia barocca in legno dorato realizzata dall'artigiano polizzano Pietro Bencivinni nel 1697 e diverse tele dello Zoppo di Gangi. Della Chiesa di S. Caterina, comunemente chiamata Batiula, si ignora l'anno di fondazione. Annesso alla chiesa vi era un Orfanotrofio che funzionò fino al 1786, anno in cui venne trasferito presso il Collegio di Maria. Nella chiesa ha sede la Confraternita di S. Maria del Castello, trasferitasi qui nel 1897, dopo che l'omonima chiesa era stata chiusa perché in decadimento. La Batiula, restaurata di recente, conserva, al suo interno, una statua di S. Rocco (1576), realizzata da un intagliatore locale e diverse tele. La Chiesa di Sant'Orsola, esistente già nel 1386 sotto il titolo di S. Maria di Presti Michele, fu ampliata nel 1590. Il portale dell'ingresso principale è in stile rinascimentale mentre quello del lato sud è in stile gotico. Nel 1622 fu eretta a Parrocchia. Al suo interno si può ammirare una statua lignea di Sant'Orsola di Giovanni Matta (XVI) e una tela raffigurante l'Immacolata Concezione (1600) di frà Antonio da Conversano. Della Chiesa di S. Antonio Abate si sa che fu una moschea costruita dagli Arabi e quindi, per molto tempo, centro spirituale della comunità musulmana anche dopo l'arrivo dei Normanni. Il minareto, distrutto durante la dominazione Angioina, fu ricostruito dagli Aragonesi. Nel 1361 fu trasformata in chiesa cattolica. Nel '700 si ornava di una guglia tempestata di pietre di diverso colore distrutta, in seguito, da un fulmine. All'interno si possono ammirare le tele di S. Domenico e di S. Biagio dello Zoppo di Gangi. La Chiesa di S. Maria della Porta o degli Schiavi anticamente era titolata a S. Giovannino. Nel 1672 vi si trasferirono, dalla chiesa ormai in rovina del piano della Guardiola presso la porta della città, i confrati di S. Maria degli Schiavi, i quali avevano l'obbligo di raccogliere elemosine per aiutare i carcerati e riscattare gli schiavi cristiani. Da allora è stata dedicata a S. Maria della Porta o degli Schiavi. Sull'altare principale si trova "La Fuga in Egitto" dello Zoppo di Gangi. La Chiesa di S. Maria Lo Piano esisteva già agli inizi del 1300 ed era consacrata a S. Maria del Soccorso. Già agli inizi del '500 risultava titolata a S. Maria della Visitazione. Intorno al 1770 furono completamente rifatti la facciata principale e il campanile. Dal 28 ottobre 1621 al 15 luglio 1622 fu eretta a Parrocchia. Fu anche sede del Senato cittadino. Vi si può ammirare la Deposizione della Croce di Giovanni Matta (sec. XVI). Chiesa dell'Udienza così chiamata dagli inizi del 1700. Prima di questa data era dedicata a S. Giorgio e fu Capo di Capitanea e di quartiere. Fu centro spirituale dei fedeli di rito bizantino. Della Chiesa di S. Pancrazio, centro spirituale della comunità bizantina sino a tutto il XVI secolo, si ignora l'anno di fondazione. Ma deve essere molto antica visto che fu capo di Capitanea e di quartiere già alla fine del secolo XII e che esisteva già prima dell'occupazione araba. La chiesa, sede dell'omonima confraternita dal 1598, è stata restaurata di recente. Al suo interno, sull'altare maggiore, si può ammirare una tela dello Zoppo di Gangi, raffigurante San Pancrazio con la Vergine. Accanto alla chiesa si trova, ancora oggi, la Torre Di Leo o di S. Pancrazio che costituì, insieme al Castello, al Castellazzo, alla Torre Errante e alla Torre dei Cervi, l'apparato difensivo di Polizzi. La Chiesa di S. Girolamo, iniziata nel 1681 e terminata nel 1730, appartenne ai Gesuiti. Sconsacrata, venne riaperta al culto, dopo un lungo restauro, l'otto dicembre 1992. La chiesa, di pianta ottagonale, fu opera dell'architetto frà Angelo Italia. Interessante il portale in stile barocco. La Chiesa del Carmine e il convento che vi sorgeva accanto, prima di essere completamente manomesso e ristrutturato per adibirlo ad edificio scolastico, fu dei Padri Carmelitani dal 1549 al 1886, anno di soppressione delle corporazioni religiose. Prima del 1549 convento e chiesa titolati a S. Giuliano, che sorgevano fuori le mura di Polizzi, furono dei Padri Domenicani. All'interno della chiesa si può ammirare una tela di Giovanni Matta (1541), raffigurante la Madonna del Carmine, e un Crocifisso opera di Francesco Gallusca, della scuola di frate Umile Pintorno da Petralia, portato in processione per la festa del 3 maggio. Della Commenda dell'Ordine Sovrano Militare di Malta, posta in posizione isolata nella parte bassa del paese, oggi esistono solo dei pittoreschi ruderi. Quest'ordine giunse a Polizzi nel 1177 e possedette diverse proprietà. Tra gli edifici civili che meritano particolare attenzione ricordiamo: Il castello di cui oggi si possono ammirare solo i ruderi. Il Palazzo Gagliardo (1), eretto di fronte la Chiesa Madre, occupa un intero isolato. Di rilievo sono i cantonali, ornati da eleganti bugnati, tipici del manierismo maturo, e il portale. Il Palazzo Comunale, ex Collegio dei Gesuiti, fu costruito, insieme alla Chiesa di S. Girolamo, tra il 1681 e il 1730. L'imponente costruzione, da molti anni in corso di restauro, oggi è adibita a uffici comunali, Biblioteca e Pretura. Il Palazzo Carpinello, dalla lunga facciata di piatta architettura, domina un'intera piazza. Particolari le due antiche meridiane poste ai lati del balcone sovrastante il portone principale. Fu l'abitazione dei Baroni Gagliardo di Carpinello e sede della Regia Secrezia. Una particolare attenzione merita anche la Biblioteca Comunale Lancia di Brolo, inaugurata nel 1893 con i libri donati dal Duca Federico Lancia di Brolo. A questi si sono aggiunti anche i numerosi testi che erano stati rilevati nei vari conventi in seguito alla soppressione delle Corporazioni Religiose (1866). Oggi possiede circa 40 mila volumi e materiale raro come incunaboli, cinquecentine e manoscritti. Il M.A.M. (Museo Ambientalistico Madonita), inaugurato nel 1990, espone varie specie faunistiche presenti nelle Madonie ricostruendo, in modo spettacolare, i vari habitat naturali.
Testi tratti dalla guida: "Polizzi Generosa" di Vincenzo Anselmo, Palermo, 1995

 

(1) Palazzo Gagliardo dei Baroni di Carpinello, dimora storica siciliana, è un gioiello architettonico incastonato nelle antiche vie di Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, magnifico paese madonita.
Tra le antiche mura del palazzo, in un contesto indimenticabile è possibile gustare piatti dell'antica tradizione madonita e vini pregiati siciliani.
Entrare a Palazzo Gagliardo significa vivere un'esperienza che accosta armonicamente arte, architettura, storia ed enogastronomia.
Restano ancora del palazzo cinquecentesco, sicuramente l'ossatura muraria, i tre cantonali a bugne e lo splendido portale.
Sull'attuale via Carlo V, il rilievo del portale del Palazzo rientra a pieno in una serie di bugnati che ebbero ampia diffusione nel '500 in Sicilia. Il portale é realizzato con pietra arenaria locale, è ancora integro, da poterne apprezzare i dettagli decorativi.

 

Musei e Biblioteche

Musei
Biblioteca

MambWeather

Palermo/PuntaRaisi
23°C
Palermo/PuntaRaisi 23°C | Isola di Ustica 25°C | Trapani/Birgi 23°C | Catania/Fontanarossa 22°C | Messina 22°C

Ci hanno visitato

1385499 Visitatori